In merito all’articolo nei giorni scorsi a mezzo stampa, nel quale si discuteva circa chi avesse competenze nell’inserimento in piattaforma digitale della Regione Puglia, al fine di effettuare le attività formative per i lavoratori percettori di ammortizzatori sociali ex B.A.T., escludendo di fatto i lavoratori ex- Ip Korus e Hds, apprendo con sorpresa che i politici regionali degli assessorati preposti devono da tempo aver spostato altrove la propria residenza, dal momento che non hanno presentato la provincia di Lecce tra le aree di crisi.

Tutto questo mi induce a credere che in questi anni, a partire dal 2010, in tutti gli incontri tenutisi alla presenza della Regione Puglia, del Ministero, garante della fallita riconversione, peraltro a spese dei contribuenti, si sia parlato di tutt’altra vertenza!

Si abbia finalmente il coraggio di dire ai lavoratori la verità: non resta che la rassegnazione! Non rimane che provare a cercare una nuova occupazione: i percorsi formativi, infatti, con un’indennità oraria pari a 5,00 euro e senza alcuna garanzia di essere assunti una volta conclusi, non possono rappresentare una soluzione, ma soltanto un palliativo.

E’ venuto il tempo di suonare la sveglia a una classe politica che da anni non fa che giocare allo scaricabarile, rimpallandosi responsabilità che appartengono a tutti. Mi auguro che Sebastiano Leo, Loredana Capone e Teresa Bellanova possano riportare presto la propria residenza nella provincia di Lecce, da cui, evidentemente mancano da tempo, al punto da non sentire il grido che si alza da questi lavoratori.

Fernando Vergine,

Segretario Failms Cisal

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